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Rugby, l’Italia analizza il tracollo contro l’Inghilterra

Un vero disastro dopo le premesse incoraggianti. A due giorni dalla sconfitta nel tempio di Twickenham, con l’Italia umiliata per 59-13 dall’Inghilterra, ci si interroga sul futuro della Nazionale di rugby azzurra che ancora una volta mette in mostra tutti i suoi limiti.

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Passino gli infortunati, Sole e Mauro Bergamasco in primis, e l’inedita mediana titolare Gori-Gower, ma il disastro inglese non è tollerabile, specie per chi è andato a giocare la Celtic League e sarebbe dovuto tornare pieno di orgoglio: invece niente, il tutto poi nel giorno in cui il Galles, nostro prossimo avversario, strapazza la Scozia 24-6 e nel quale la Francia batte l’Irlanda, anche se di misura.

Schiodarsi da quello '0' nella casella delle vittorie è importantissimo, ma non è che ogni anno si può andare a fare i grossi solo contro la Scozia e crollare contro le grandi come una squadra materasso: ‘Non ci aspettavamo questa prestazione - ha commentato Mallett - È stata anche colpa nostra se l'Inghilterra ha potuto esprimersi a questi livelli. Abbiamo perso troppe touche (9 su 14) e non abbiamo placcato bene. Abbiamo sofferto in tutti gli uno contro uno. È certamente una delle giornate più difficili della mia gestione’.

Stesso commento anche il capitano Parisse: ‘Non c'è nulla da salvare di questo pomeriggio. Siamo tutti molto delusi, mentalmente non ci siamo stati. Continuo a pensare che il nostro sistema di gioco sia buono ma se non placchiamo diventa difficile difendere contro qualsiasi squadra. C'è grande amarezza nello spogliatoio. È un colpo duro, duro. Cercheremo di stare uniti e riprenderci assieme, come abbiamo sempre fatto’.

Il 26 febbraio, a Roma ci sarà il Galles, o si và in campo con la testa o saranno dolori pure lì.

 (foto © LaPresse)

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