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“Semenya è un ermafrodito”, lo dice il Sydney Morning Herald

Non sono passate neanche 24 ore dalle ultime dichiarazioni di Caster Semenya che è subito arrivata la doccia fredda dal quotidiano australiano Sydney Morning Herald: “Caster è un ermafrodito”, la sentenza, ma la Iaaf non ha ancora confermato nulla.

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Secondo il giornale, gli esami effettuati sulla campionessa del mondo degli 800 metri rivelerebbero la presenza (effettuati test del sangue, dei cromosomi e ginecologici) nel suo apparato di organi sia maschili che femminili. Effettivamente poi la Iaaf ha ottenuto questi esami, come ha confermato anche il suo portavoce, Nick Davies, in una mail all'Associated Press, ma questi devono prima essere esaminati dagli esperti della federazione e solo dopo alcune settimane verranno riferito alla’atleta, quindi per l’ufficialità la questione è ancora lunga.

E se fosse realmente cosi che cosa accadrà? Niente, infatti qualunque siano i risultati pare che Caster manterrà la sua medaglia, perchè il fatto di essere un ermafrodito non è considerato doping: “è naturalmente fatta così. E' stata iscritta con la sua squadra a Berlino e accettata dalla Iaaf", altre voci dicono invece che in questo caso sarebbe da squalificare perché la sua situazione costituirebbe "un vantaggio discriminante nei confronti delle sue avversarie".

Insomma grossi guai in vista. Si perché se gli esami confermeranno, come sembra, che l’atleta non abbia le ovaie ma dei testicoli interni che producono testosterone, e se i risultati degli esami fatti in Germania saranno confermati, allora si porranno gravi questioni etiche e morali… Pensiamo poi che in Sudafrica tutta questa vicenda è già stata etichettata come razzista e sessista, non sarà facile trovare la giusta mediazione.

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