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Sochi 2014: saltatrice austriaca lesbo, basta con le polemiche gay in Russia

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"Le reazioni alla legge russa che vieta la propaganda gay mi sembrano esagerate, sono sicura che la Russia farà i passi giusti in futuro, lasciamole tempo. Meglio un bel salto, anche questo è una dichiarazione". Ha deciso di andare controcorrente l'austriaca Daniela Iraschko-Stolz, 30 anni, lesbica dichiarata e tra le favorite domani per l'oro nella gara di salto femminile, disciplina che debutta alle Olimpiadi invernali di Sochi.

E' lei la prima atleta omosessuale di queste Olimpiadi a provare a placare le polemiche. La Iraschko-Stolz è una pioniera sia della militanza gay nella cattolicissima Austria, dove un anno fa si è sposata con la sua partner aggiungendone il cognome al suo, e anche della sua disciplina, una novità per i Giochi.

"No, non sono preoccupata da questa legge, al contrario, penso che tutto sia stato ingigantito. Io ho avuto una straordinaria accoglienza, come tutti gli altri atleti. Non ci sono stati assolutamente problemi - ha spiegato l'austriaca che gioca anche come portiere nel Fc Wacker Innsbruck -Non penso sia una buona idea fare proteste qui, non importano a nessuno".

"Voglio concentrarmi solo sullo sport, penso che se sei tollerante verso tutti anche gli altri ti trattano allo stesso modo e ti danno un sacco di gioia", ha aggiunto la Iraschko-Stolz. Il cambio di atteggiamento verso i gay è possibile, e in carriera, ha garantito, l'ha già visto: "Ora dico sempre che sono con la mia partner e non ci sono problemi, nè in Russia nè con la federazione di sci austriaca. Ma dieci anni fa era diverso. Sono convinta - ha proseguito -che la Russia andrà avanti e farà i passi giusti in futuro, dobbiamo lasciarle tempo", ha affermato. "Io comunque sono una sportiva e in fondo anche un bel salto è una dichiarazione".

E lei è davvero la favorita dopo aver chiuso in testa due delle tre prove di ieri, anche se dovrà vedersela con la giovane giapponese Sara Takanashi. La Iraschko-Stolz ha dalla sua l'esperienza, tanti successi e il vanto di essere stata la prima donna a saltare oltre i 200 metri, il 29 gennaio 2003, superando il precedente primato di Eva Ganster (167 metri), anche se il record non è stato convalidato perchè non c'erano misurazioni ufficiali del suo salto. Domani potrebbe essere la prima atleta dichiaratamente gay a vincere, a Sochi, il primo oro nella storia olimpica del trampolino femminile.

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