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Spionaggio in Ducati, indagato a.d. della Mv Agusta

Per ora è solo un presentimento che va verificato, fatto sta che l’indagine aperta sull’amministratore delegato della Mv Agusta, Enrico D’Onofrio è destinata a far parlare a lungo di sé. Spionaggio industriale nei confronti della Ducati, questa l’accusa che pesa sulle spalle di D’Onofrio dell’Agusta (acquistata meno di un anno fa dalla Harley Davidson), prima corporate general director sempre dell’Agusta, ma in precedenza direttore finanziario della Ducati.

Lunedì è scattata la perquisizione della Guardia di Finanza nell’ufficio di D’Onofrio a Varese, operazione a seguito della quale è stato perquisito del materiale che potrebbe a tutti gli effetti verificare questa accusa. “Hanno sequestrato un computer nel quale si ipotizza ci possano essere file informatici – spiega il legale di D’Onofrio, l'avvocato Alessandro Diddi - Non si è portato via disegni o progetti: si occupa di finanza e ha copiato solo dati di bilancio pubblici, nulla di segreto. Numeri che conservava su un computer di sua esclusiva disponibilità. Nell'andare via dalla Ducati ha fatto un back-up delle sue cose, con file che, da parte di Ducati, si dice contenenti notizie riservate. Ma non ci sono progetti, non ci sono modelli di moto nuove”.

“Non c'è nessun elemento che D'Onofrio abbia impiegato quei dati a vantaggio del nuovo datore di lavoro”, ha concluso il legale, mentre dalla Ducati non è ancora stato emesso nessun comunicato ufficiale.

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