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Tiger, sospetto doping: indagato il suo medico

Ancora guai per Tiger Woods, ma questa volta si parla di doping. A portare la notizia all’attenzione dei media di tutto il mondo è il New York Times che rivela come il medico canadese Anthony Galea sia finito sotto indagine da parte dell’Fbi con il sospetto di aver somministrato l’ormone della crescita ad alcuni dei suoi pazienti tra i quali appunto Tiger Woods, ma anche la nuotatrice Dara Torres e alcuni giocatori dell’Nfl.

Alcune fonti anonime hanno infatti raccontato come Galea sia stato interrogato lo scorso 15 ottobre a Toronto dopo che nella sua borsa era stata perquisita a sorpresa, borsa nella quale sarebbero state ritrovate alcune sostanze vietate come l’Actovegin, sostanza a base di sangue di vitello utilizzata per il recupero dagli infortuni e ormoni della crescita (che però lui ammette candidamente di utilizzare per uso personale), vicenda per il quale il dottore canadese si dovrà difendere dall’accusa di aver venduto farmaci non approvati.

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La storia si infittisce perché tra i pazienti di Galea c’è stato anche Tiger, il quale si rivolse proprio al medico per riprendersi dall’infortunio al ginocchio, sottoponendosi a quattro sedute tra febbraio e marzo 2009. Se da una parte il medico e i suoi legali sono certi di non aver fatto nulla di illegale, infatti le pratiche di Galea si basano sulla somministrazione di plasma arricchito di piastrine, il punto è che c’è chi sospetta che gli atleti siano stati sottoposti ad una cura a base di ormoni della crescita.

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Galea, per dimostrare che le sue cure non c’entrano nulla con gli ormoni della crescita, sempre al New York Times ha raccontato: “Due giorni dopo l’inizio della cura mi ha mandato un sms dicendo che si sentiva talmente bene da voler saltare sul tavolo della cucina. Avremmo dovuto rivederci ad ottobre, ma poi è cominciata l’indagine”. A difendere il medico sportivo ci pensa anche la nuotatrice Dara Torres: “Mi ha trovato una lacerazione al quadricipite del ginocchio che nessuno aveva notato prima – ha detto l’atleta al New York Times -. Ma si è limitato a lavorare sul mio ginocchio e nient’altro”.

Anche i legali di Galea sono certi che il medico non abbia commesso nulla di illegale: “Siamo certi che le indagini dimostreranno che il dottor Galea non ha fatto nulla di male – comunica Brian Greenspan, avvocato del medico -. Non solo la sua reputazione è impeccabile, ma è anche una persona ai vertici della propria professione”. Lo stesso Galea infatti ha raccontato di utilizzare l’ormone della crescita per uso personale (“Mi aiuterà a vivere più a lungo accanto a mia moglie, di 22 anni più giovane”), ma di non averlo mai somministrato agli atleti. “Tutti questi atleti che sono venuti da me lo hanno fatto perché riuscivo a guarirli, e temo che per questo la gente pensi che davo loro qualcosa di illegale – continua il legale -. Ma non dovevano venire fino da me in Canada per avere steroidi e ormone della crescita: quelle cose si trovano in tutte le palestre di New York”.

Foto: nytimes.com – LaPresse

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