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Torri abbassa il tiro: ‘Soltanto uno sfogo’... Io no!

di Alessio Molla 

Dopo le critiche di ieri al ciclismo marcio e malato (‘nel ciclismo sono tutti dopati’) ecco che puntuali sono arrivate le critiche da mezzo mondo di questo sport, con in testa la Liquigas e Pat McQuaid, presidente dell'Unione Ciclistica Internazionale… e allora Ettore Torri, il procuratore antidoping del Coni, ha dovuto correggere il tiro: ‘Soltanto uno sfogo’.

Torri ha incontrato poi il presidente del Coni, Gianni Petrucci, e il segretario generale, Raffaele Pagnozzi, con il preciso scopo di far intender che la lotta continua e bla bla bla… il punto è che Torri non ha mai avuto tanta ragione come questa volta. E chi se ne frega se il ciclismo ci fa una brutta figura, chi se ne frega se qualcuno s’indigna… tutto questo è diventato una schifezza e qualcuno lo deve dire!

Torri abbassa il tiro, e va bene così, perché lui deve essere un autorità forte e decisa nel combattere il doping, ma noi giornalisti no, e non possiamo né dovremmo sorvolare su ciò che accade quotidianamente in questo sport rovinato, deturpato, infangato da pratiche illegali come quella del doping. E poi si sente Renato Di Rocco, presidente della Federciclismo (Fci) dire di Torri: ‘Le sue parole mi meravigliano, soprattutto pensando alla posizione che ricopre e a tutto il lavoro fatto in questi anni. Probabilmente, da lui sono passati solo corridori positivi e per questo ha generalizzato la situazione – e continua - Siamo stati i primi a introdurre il passaporto biologico, abbiamo squalificato atleti importanti. Pochi giorni fa il presidente dell'Uci, Pat McQuaid,ha fatto i complimenti all'Italia per la lotta al doping’.

Bravi, complimenti! Ma a cosa serve? Serve solo a far sì che i ciclisti ed i loro preparatori si facciano più furbi, trovino nuovi metodi per fregare i controlli, per bipassare la sicurezza, quasi impegnandosi di più nella ricerca di farmaci sempre più invisibili, piuttosto che allenarsi davvero per raggiungere traguardi importanti. E’ vero poi certo, non tutti i ciclisti sono dopati, solo a pensarlo ci sarebbe da buttarsi da un ponte, ma la domanda vera è… quanti non lo sono? Quanti non assumono farmaci e perché assumere farmaci? Se non ce la fai a pedalare stai a casa, qualcun altro lo farà per te!

E allora bravo Torri, soprattutto perché nonostante sappia che questo sport ormai fa schifo (quasi come una bistecca offerta al Tour de France) lui corregge il tiro per non far fare l’ennesima figuraccia al ciclismo che, giorno dopo giorno, non trova più nemmeno il coraggio di guardarsi addosso e vergognarsi di se stesso…questa è la verità… vergogna! Sospendiamo le gare per un anno, lasciamoli tutti a piedi e senza stipendio per un’intera stagione…vediamo poi se la piantano di bombarsi le vene e ritrovano il rispetto verso loro stessi. Lo sport è nobiltà e correttezza, chi non lo accetta se ne deve andare, punto e basta!

 (foto © LaPresse)

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