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Tutta la sfida vignetta dopo vignetta.

Intervista a Mark O'Brien raccolta da www.americascup.com

Quando la tensione della Coppa diventa insostenibile, quando i match si fanno feroci e non c’è più occasione per divertirsi, quello è il momento di Mark O’Brien, che riporta tutti al sorriso con i suoi adorati Monsta.

Le vignette.





"La cosa più importante è far ridere senza offendere."
Mark O’Brien
Chi sono? Dei piccoli pupazzetti tutti testa, che sembrano scarabocchiati di getto da un bambino. E che, invece, richiedono molta tecnica e, soprattutto, moltissima ironia. Mark, mezzo kiwi e mezzo irlandese, li disegna da quando è bambino e divorava fumetti come tutti i ragazzi della sua età, senza minimamente pensare che un giorno avrebbero fatto parte integrante della sua vita.

E invece, dopo la laurea in economia e un anno da commercialista, decide che il suo futuro è accanto ai piccoli Monsta e così comincia a vendere le magliette su internet. Poi un quotidiano di Auckland gli commissiona una striscia giornaliera...

Quando nel 1989 in Nuova Zelanda approda la Whitbread, Mark disegna tutte le barche che entrano nel porto di Auckland. È la svolta ‘nautica’ che attendeva. Con i suoi cartoni alleggerisce i giri del mondo del 1993-’94 e del 1997-’98. A seguito di team e di equipaggi, coglie i momenti salienti della regata e li trasferisce su carta, nelle espressioni indimenticabili dei Monsta.

Il passaggio all’America’s Cup è obbligato quando Team New Zeland porta la Coppa ad Auckland nel 2000. Tutti quelli che hanno seguito le edizioni kiwi della Coppa, ricorderanno le strisce ironiche di Mark, capace di far sorridere anche i più seri e ‘cattivi’ velisti.

Per la 32ma America’s Cup è arrivato a Valencia al seguito di Luna Rossa ma le sue vignette non hanno certamente ‘risparmiato’ il team italiano che gli ha lasciato carta bianca e massima libertà di espressione. “I latini, in genere, sono più aperti e più pronti a sorridere rispetto agli anglosassoni e sanno cogliere il lato umoristico senza offendersi, spiega Mark che, nella vita ‘reale’ fa il cartonista free lance per grandi compagnie private, che lo invitano alle convention per fargli disegnare le caricature dei relatori.

Come nascono i Monsta?
“Nascono per divertimento e perché sono facili da disegnare”. Attenzione però, perché nessuno è uguale all’altro e se li guardate con attenzione, coglierete delle espressioni uniche che vi faranno sbellicare dalle risate.

“Adesso disegno con un computer che mi permette di accelerare il lavoro, soprattutto nella colorazione, e poi mi consente di archiviare i disegni e utilizzarli in seguito per fare delle tavole più complete. Posso impiegare da un’ora a un giorno, secondo quello che voglio rappresentare”, spiega Mark.

Tutte le fasi della 32ma America’s Cup, dai primi round robin alla finalissima del match sono state immortalate da Mark che, per ogni giorno, ha creato un’opera d’arte capace di far sorridere tutti.

La parte più difficile, ci spiega, è avere l’idea. “Guardo le regate nel teatro della sala stampa della 32ma America’s Cup e cerco di cogliere il momento clou del match. È chiaro che se succede qualcosa di eclatante, è più facile caratterizzare il match, altrimenti bisogna farsi venire un’idea. Poi ascolto sempre i commenti della gente per avere l’ispirazione e, finalmente, il disegno arriva”.

“La cosa più importante è far ridere senza offendere”.

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