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Valentina Vezzali si ritira, lascia una leggenda dello sport italiano e mondiale

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Valentina Vezzali si ritira. E’ una di quelle notizie che sai che prima o poi arriverà, ma che realmente non pensi mai di dover leggere. Ha dominato le pedane di tutto il mondo per oltre vent’anni. E’ stata la numero uno della scherma mondiale, di tutta la scherma. La faccia feroce di uno sport elegante ed intenso. Uno sport che si decide sui nervi, sulla testa prima che sul fisico. Un regolamento sbagliato non le permetterà, quasi sicuramente, di essere alle Olimpiadi di Rio del 2016 e quindi si chiude con gli Europei. A Torun in Polonia. Sommersa dall’affetto di un esercito di tifosi, magari con l’ennesima medaglia al collo.

Per elencare tutte le sue vittorie ci vorrebbe un libro a parte. Sommariamente, nove medaglie alle Olimpiadi di cui sei d’oro, venticinque medaglie ai Mondiali di cui sedici d’oro, ventuno medaglie agli Europei di cui tredici d’oro, otto medaglie alle Universiadi di cui cinque d’oro e per finire due medaglie ai Giochi del Mediterraneo entrambe d’oro. Il totale, ovviamente, è aggiornabile con gli Europei.

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Alle Olimpiadi di Rio Valentina Vezzali non ci sarà perché la prova a squadre del fioretto femminile sarà assente per un’assurda regola di rotazione delle specialità. Questo limita il numero massimo di atlete per paese a due. Valentina, all’alba dei quarantadue anni, è la terza italiana dietro Arianna Errigo ed Elisa Di Francisca. Troppo forti da superare, troppo giovani eppure la più grande di sempre ci proverà fino alla fine, fino all’ultima stoccata.

Guarda la cronaca degli ultimi secondi contro la Nam alle Olimpiadi

Proprio come ha fatto alle Olimpiadi di Londra del 2012. Una carriera d’oro alle spalle e la fortissima delusione della sconfitta in semifinale con cui fare i conti. Un bronzo che non avrebbe cambiato nulla. La coreana Nam è avanti di tre stoccate a venti secondi dalla fine del terzo assalto. E’ un po’ come essere sotto di venti punti a cinque minuti dalla fine nel basket o di tre gol nel calcio.

Rivivi le emozioni del trionfo Mondiale

Non si diventa, però, Valentina Vezzali senza quella ferocia e quella inesauribile determinazione a combattere fino alla fine, fino all’ultimo secondo. Non lo sapeva e non lo sospettava la coreana che già si vedeva con la medaglia al collo. Tre stoccate rapide come il morso di un cobra e sul dodici pari avanza ancora un secondo. Relax e si rimanda tutto al minuto supplementare? La ferocia non rimanda, attacca. Un secondo è una vita e la vita, Valentina Vezzali, l’ha sempre presa di petto. Attacca, tocca e vince. Il mondo ancora una volta è incredulo. Grazie di tutto Valentina.

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