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Valentino se la ride: “Lunga vita al muro”

“Lorenzo ha rinnovato? Lunga vita al muro!”. Ci scherza su Valentino , ma poi neanche troppo. Nella conferenza stampa del Gp di Indianapolis era inevitabile che questa domanda saltasse fuori, e lui come al solito ha risposto nel suo stile, che piace tanto a noi italiani che ce lo possiamo godere gara dopo gara, ma che allo spagnolo Lorenzo fa saltare i nervi…e Vale lo sa.

“Che posso dire? Penso che abbia fatto la scelta più intelligente – illustra Valentino - in questo momento la Yamaha non è la moto più veloce ma quella col miglior assetto e velocità in curva. Certo sarebbe stato curioso vederlo all’opera anche su un’altra moto come quando ho cambiato io da Honda a Yamaha. Così il campionato rimarrà più o meno uguale. Avendo due piloti che vanno così forte, lo sviluppo della moto è accelerato. Per ora siamo in vantaggio, ma capisco anche chi fa il lavoro di sviluppo durante le gare. Il pericolo è quello di fare come la Ferrari e la McLaren in F1 che per vincere il campionato del 2008 hanno spinto talmente tanto da trovarsi in affanno nel 2009. Credo comunque che la Yamaha rimanga il punto di riferimento per tutti i piloti della MotoGP”.

C’è sempre poi quella faccenda del muro che divide i box: “Onestamente non so se sia il modo migliore di gestire due piloti così e poi – spiega l’8 volte campione del mondo – non so nemmeno se serva così tanto, i computer sono lì aperti e una sbirciata a quello che fa l’altro capita di darla. È sempre difficile in un team non dire al tuo compagno di squadra cosa stai facendo, sarebbe un segreto di Pulcinella. Il fatto è che io metto a posto la moto e che poi la usa anche Lorenzo...Comunque lunga vita al muro”.

C’è tempo anche per parlare di Ducati, la moto indomabile che solo Stoner riesce a settare e rendere competitiva, e Vale, che di queste cose se ne intende ha le idee ben chiare: "io ho sempre avuto questa grandissima curiosità - confida Rossi - anche perchè penso che riuscirei a guidare la Ducati come piace a me, quindi sarei competitivo. Ma la cosa più importante in questo discorso è un'altra: è che io sto troppo bene in Yamaha. Ho un'atmosfera che mi piace, lavoro con le persone che voglio io, ho il mio team con il quale lavoro da 10 anni e che non so se si potrebbero portare in Ducati. Chi me lo fa fare di andare via? Sono andato via dalla Honda per il gusto della sfida e perchè c'erano delle incongruenze, mentre in Yamaha non ce ne sono. Però la curiosità c'è, anche perchè ho una grandissima stima per Filippo Preziosi che secondo me è un fenomeno, quindi sarebbe bello lavorare con lui, però penso che sarà difficile".

Tutto molto bello, ma oggi cominciano le prove e domenica si torna in pista, in un posto tra l’altro dove fin’ora ha vinto solo lui: “E’ bello tornare qui a Indy, specie con ben altre condizioni meteo. Posso dire che rispetto alle altre piste questa ha delle curve un po’ strane. Comunque sono tranquillo, abbiamo i dati presi lo scorso anno e quindi non vedo l’ora di cominciare il lavoro. Sei gare sono lunghissime, c’è solo da restare concentrati, l’obiettivo è fare punti”.

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